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Economia
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Lmwcq'mwcgeconomiacite-ref-1[1] (o mwdwsistema economico) è il sistema e l'organizzazione delle risorse, dei mweamercati, della mweqproduttività e del complesso di mwegscambi, mwewcommercio e produzione di mwfaoggetti e mwfqservizi, come gli innumerevoli servizi dei sistemi di finanziamenti, investimenti e di fondazione di attività economiche in ogni settore, di ogni dimensione e ad ogni scopo.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]
I soggetti che creano tali sistemi di organizzazione possono essere persone, mwjworganizzazioni o mwkaistituzioni. Normalmente si considerano i soggetti (detti anche "agenti" o "attori" o "operatori" economici) come attivi nell'ambito di un dato mwkqterritorio; peraltro si tiene conto anche delle interazioni con altri soggetti attivi fuori dal territorio.
In mwkwantropologia l'attività economica suole suddividersi in tre distinte fasi: mwlaproduzione, mwlqdistribuzione, mwlgconsumo, alle quali qualche autore aggiunge l'immagazzinamentocite-ref-6[6].
Contents
• Note
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Il sistema economico
Il sistema economico, secondo la visione dell'mwrweconomia di mercato della moderna società occidentale, è la rete di interdipendenze e interconnessioni tra operatori o soggetti economici che svolgono le attività di produzione, consumo, scambio, lavoro, risparmio e investimento per soddisfare i bisogni individuali e realizzare il massimo profitto, ottimizzando l'uso delle risorse, evitando sprechi e aumentando la produttività individuale anche diminuendo il costo del lavoro.
Componenti o sottosistemi
I componenti o sottosistemi del sistema economico sono:
• mwtaSistema di produzione: attraverso la mwtqproduzione promuove e determina l'mwtgofferta di mwtwbeni e mwuaservizi sotto continua spinta all'mwuqinvestimento per produrre mwuginnovazione (mwuwaziende e mwvaimprese).
• mwvgSistema dei mwvwconsumatori, promuove e determina attraverso il mwwaconsumo la mwwqdomanda di beni e servizi (es. famiglie e in parte anche imprese).
• mwwwmwxaSistema creditizio-mwxqfinanziario: da esso i precedenti sottosistemi afferiscono fondi di liquidità (mwxgcapitali) e mwxwstrumenti finanziari per promuovere e raggiungere i loro obiettivi (produzione e/o consumo) (mwyabanche e istituti di mwyqintermediazione finanziaria).
• mwywmwzaMercato: è l'ambiente di interazione dei precedenti sottosistemi dove avviene lo mwzqscambio di beni, servizi e mwzgdenaro tipicamente regolati dalla mwzwlegge della domanda e dell'offerta.
• mwaqmwagStato: alimenta il sistema economico attraverso la mwawspesa pubblica (offerta di mwbaservizi pubblici a fronte di mwbqprelievo fiscale), regolandolo anche attraverso interventi mirati di mwbgpolitica economica (mwbwpolitica di bilancio e mwcapolitica monetaria).
Il livello di sviluppo ed efficienza di tali sottosistemi e del relativo sistema economico riflette il livello di sviluppo della società stessa e varia in funzione delle epoche storiche o della parte del mondo o Stato considerato. Storicamente si passa da economie prettamente agricole ad economie agricole-industriali fino ad arrivare a economie agricole-industriali-terziarie, mentre attualmente e geograficamente si classifica l'efficienza dei sistemi economici con le denominazioni di mwcgprimo mondo, mwcwsecondo mondo, mwdaterzo mondo e mwdqquarto mondo. Il processo di mwdgglobalizzazione sta gradualmente portando ad una progressiva omogeneizzazione dei vari sistemi economici mondiali grazie all'interdipendenza a livello internazionale dei vari mercati nazionali (mwdwinternazionalizzazione).
Operatori economici e loro funzioni
Il sistema economico può definirsi, altresì, come l'ambiente o l'insieme delle attività promosse dagli operatori economici per le suddette finalità. Gli operatori economici svolgono una o più delle seguenti funzioni:cite-ref-7[7]
• mwjaintermediazione finanziaria tra domanda e offerta;
• accumulazione di mwjgricchezza;
• redistribuzione del mwkareddito e della ricchezza;
• mwkgassicurazione.
Classificazione degli operatori
Gli operatori economici vengono classificati secondo le funzioni svolte. Si hanno:
• le mwmwfamiglie oppure i nuclei di mwnapersone o le singole persone nella loro vita domestica o sociale o individuale, tutti soggetti che consumano beni e servizi (prodotti nel territorio considerato, o importati, a cura di altri operatori, dal "resto del mondo"); nel gergo economico questi soggetti sono spesso denominati "privati" per intendere che non sono professionisti nel significato attribuito dal mwnqCodice del consumo ovvero chiunque operi fuori da un contesto professionale;
• i mwnwlavoratori autonomi e tra questi i mwoaliberi professionisti;
• le mwogimprese che svolgono attività economiche finalizzate al conseguimento di mwowutili; un sottoinsieme delle imprese sono le mwpaimprese individuali, le mwpqaziende familiari, le mwpgaziende pubbliche, le mwpwsocietà e tra queste vi sono le:
• le società di mwsqassicurazione;
• le società (dalle grandi mwswsocietà per azioni alle piccole mwtasocietà di persone) che producono altri beni e servizi;
• la mwtgpubblica amministrazione, in tutte le sue articolazioni, che contribuisce al consumo (cosiddetti consumi collettivi), produce prevalentemente servizi non destinati alla vendita (mwtwistruzione, mwuaordine pubblico, mwuqdifesa ecc.) e redistribuisce il reddito e la ricchezza tra gli operatori del sistema;
• altre organizzazioni senza finalità di lucro, che erogano servizi a beneficio delle famiglie (mwuwpartiti, mwvasindacati, mwvqorganizzazioni religiose, mwvgassociazioni, mwvwenti di beneficenza e assistenza), mwwafondazioni, etc.
Le operazioni economiche
Gli operatori interagiscono ponendo in essere operazioni economiche che possono essere:
• operazioni su beni e servizi: sono sia quelle che danno origine a beni e servizi mediante la mwzgproduzione o l'mwzwimportazione, sia quelle che ad essi danno destinazione (mw0aconsumi intermedi o finali, mw0qinvestimenti, mw0gesportazioni);
• operazioni finanziarie: consistono nell'acquisizione o cessione di mw1aattività mw1qfinanziarie (acquisto di mw1gazioni o altri mw1wtitoli, apertura di depositi, erogazione di prestiti ecc.);
• operazioni di distribuzione e redistribuzione del reddito e della ricchezza: fanno sì che il mw2qvalore aggiunto generato dall'attività produttiva venga sia distribuito fra i mw2gfattori della produzione (percezione del mw2wprofitto e del reddito da mw3alavoro autonomo, distribuzione di mw3qredditi da capitale da parte delle società, pagamento di mw3gredditi da lavoro dipendente), sia redistribuito tra gli operatori (riscossione di mw3wimposte e mw4atasse, erogazione di mw4qcontributi).
Vi sono poi altre operazioni quali gli mw4wammortamenti o lo scambio di attività non finanziarie non prodotte (terreni, mw5abrevetti, mw5qlicenze).
Tutte le operazioni indicate costituiscono mw5wflussi; vengono pertanto misurate tenendo conto delle variazioni (creazione, trasformazione, scambio, trasferimento di valore) che intervengono in un dato periodo di tempo. Ad esempio, si misura l'insieme delle vendite effettuate da una società, oppure l'insieme delle imposte percepite dalla pubblica amministrazione, nel corso di un anno.
Le operazioni possono avere o non avere una contropartita. Nel primo caso (ad esempio, la vendita di un bene), ad un flusso di denaro o in natura corrisponde un flusso di beni o servizi di pari valore; nel secondo caso (ad esempio, l'erogazione delle mw6qpensioni) non vi è una diretta contropartita e si parla di operazioni unilaterali o trasferimenti.
I settori economici
Le diverse attività di produzione di beni e servizi vengono ripartite in mw7asettori economici.
Al livello generale si usa la mw7gLegge dei tre settori tradizionale distinzione tra:
• mw8qsettore primario, che comprende l'mw8gagricoltura, la mw8wselvicoltura, la mw9apesca, lo sfruttamento delle mw9qcave e delle mw9gminiere;
• mw-asettore secondario, che comprende l'mw-qindustria in senso stretto, l'mw-gedilizia e l'mw-wartigianato;
• mw-qsettore terziario, che produce e fornisce mw-gservizi.
Vengono attualmente utilizzate, tuttavia, classificazioni più articolate:
• l'mwaqiESCAP delle mwaqmNazioni Unite propone una classificazione che individua 20 mwaqqsettori economici;cite-ref-8[8]
• la Divisione Statistica delle mwaqoNazioni Unite usa l'mwaqsISIC (International Standard Industrial Classification of All Economic Activities), che individua 21 settori (detti "sezioni");
• l'mwaq0Eurostat, organo statistico della mwaq4Commissione europea, usa la classificazione mwaq8NACE, derivata dall'mwaraISIC;
In diversi contesti internazionali il mwarcdominio è la classificazione delle categorie economiche che appartengono ai 3 settori (ad esempio l'alimentare è un dominio del settore industriale o i trasporti sono un dominio del terziario). In Italia il dominio lo si denomina erroneamente "settore" (si salta cioè la ripartizione iniziale nei 3 comparti basici).
La ricchezza di un sistema economico
Gli operatori che svolgono la funzione di accumulazione danno luogo a variazioni delle mwasaattività del sistema. Altre variazioni possono manifestarsi indipendentemente dalla loro volontà (incendi, catastrofi naturali, ecc.).
Le mwasiattività si dividono in non finanziarie e finanziarie. Tra le prime rientrano:
• attività fisse materiali: terreni, abitazioni, macchine e impianti, mezzi di trasporto, giacimenti minerari ecc.;
• attività fisse immateriali: opere artistiche, software, brevetti ecc.;
• scorte di mwaskmaterie prime, prodotti in corso di lavorazione, prodotti finiti;
• oggetti di mwassvalore: pietre e metalli preziosi, oggetti di antiquariato ecc.
Tra le attività finanziarie vi sono monete, depositi, azioni e altri titoli ecc.
La misurazione delle attività ad una certa data consente di determinare la ricchezza, a quella data, di un sistema economico (si tratta di uno mwas4stock, non di un mwas8flusso).
Tipi di sistemi economici
Si possono individuare diversi tipi di sistemi economici, sulla base della presenza di tutti, o solo di alcuni, degli operatori sopra indicati, della maggiore importanza di alcuni rispetto ad altri, di diverse modalità di esplicazione delle loro funzioni, di diverse regole per l'esecuzione delle operazioni. Su tali aspetti influiscono le mwatiistituzioni politiche e sociali, le mwatmtecnologie disponibili, aspetti mwatqculturali e mwatuideologici.
Nel corso della storia si sono susseguiti diversi sistemi economici, mentre altri sono stati solo ideati e mai realizzati.
Sistemi economici nella storia
Antichità
Vi è stata una grande varietà di sistemi economici nell'antichità. In generale si può dire che, per millenni, hanno dominato l'agricoltura, finalizzata prevalentemente all'mwatsautoconsumo, e il commercio lungo vie d'acqua anche con terre lontane. Si faceva inoltre ampio ricorso alla mwatwschiavitù.
I mwat4Sumeri erano divisi in varie città-stato indipendenti, spesso in conflitto tra loro per il controllo di mwat8canali che delimitavano i territori e consentivano di irrigare i terreni drenando le acque in eccesso e trasportandole alle zone più lontane. Nelle città avevano grande importanza i mwauatempli, sia come luoghi di culto che come sedi di raccolta e di redistribuzione delle eccedenze agricole.
Presso i mwauiBabilonesi il re era anche il maggiore proprietario terriero e le sue terre erano coltivate dagli schiavi. Il mwaumcodice di Hammurabi ci rivela che vi erano tre classi sociali: uomini liberi, che potevano essere proprietari terrieri ma anche medici, commercianti o artigiani; uomini semiliberi, senza possedimenti, e schiavi. Erano anche stati definiti mwauqcontratti per molte operazioni economiche: mwauubaratto, mwauycompravendita, mwaucprestito, mwaugdonazione, mwaukdeposito, mwauopegno, assunzione di lavoratori al momento del raccolto.
In Grecia coesistevano diversi sistemi economici. A mwaviSparta la popolazione era divisa in tre gruppi: gli mwavmspartiati erano i soli cittadini a pieno titolo ed erano tenuti a curare l'addestramento militare ed a dotarsi di armi pesanti; i mwavqperieci erano liberi, curavano il commercio e l'artigianato, ma erano obbligati a pagare tributi senza godere di alcun diritto politico; gli iloti erano schiavi di proprietà dello Stato, come la terra. Lo Stato affidava agli spartiati sia appezzamenti di terra, sia iloti per lavorarla. L'economia spartana aveva quindi come fulcro la coltivazione di terre conquistate grazie alla guerra. Atene, invece, cercò la propria espansione economica nel commercio marittimo, soprattutto con mwavuPisistrato, che favorì la crescita di una classe di commercianti, e con mwavyPericle, che usò i tributi per collegare la città al mwavcporto del Pireo e per incrementare la flotta mercantile cite-ref-9[9].
mwav0Roma privilegiò l'espansione territoriale, quindi l'agricoltura, fin dall'origine. Si possono distinguere due fasi: all'inizio prevalevano i piccoli e medi proprietari terrieri, che costituivano anche il nerbo dell'esercito; successivamente prevalse il mwav4latifondo e si dovette creare un esercito di mercenari. Il cambiamento fu indotto dalla crisi economica successiva alla mwav8seconda guerra punica, che rovinò molti proprietari terrieri; ne seguirono anche la crisi della repubblica e, dopo lotte interne durate due secoli, la nascita dell'impero. Il latifondo dette gradualmente vita all'"economia delle mwawaville romane", centri di produzione agricola sempre più ampi e sontuosi.
Medioevo
Si distinguono due fasi principali: mwawmAlto e mwawqBasso Medioevo.
Nell'mwawyAlto Medioevo si diffuse in un primo tempo l'mwawceconomia curtense. Derivate dalle mwawgville romane, le mwawkcorti costituivano unità produttive autosufficienti, in cui il commercio aveva un ruolo limitato e gli scambi avvenivano spesso mwawoin natura. Si distinguevano in esse una mwawspars dominica, gestita direttamente dal "signore", ed una mwawwpars massaricia, gestita da contadini, liberi o asserviti, che avevano comunque l'obbligo di versare al signore un terzo del prodotto e di svolgere alcune giornate lavorative gratuite sulla mwaw0pars dominica (mwaw4corvée).
Con l'affermazione dell'mwaxaImpero Carolingio, l'economia curtense si trasformò in mwaxeeconomia feudale. In un primo tempo le terre appartenevano all'imperatore, che ne assegnava in mwaxicomodato parti, dette mwaxmfeudi, a persone di sua fiducia dette mwaxqvassalli. Questi ne curavano l'amministrazione e potevano a loro volta assegnarne parti ai mwaxuvalvassori; i vassalli riuscirono presto ad ottenere anche il diritto di trasmettere il feudo ai loro eredi.
Vi erano poi i mwaxcservi della gleba, che erano obbligati a coltivare le terre padronali, dalle quali non potevano allontanarsi per trasferirsi altrove; potevano coltivare nel tempo libero le terre dette "servili", riconoscendo peraltro un'imposta detta mwaxgdecima al mwaxkclero.
Nel mwaxsBasso Medioevo si ebbero graduali ma significativi progressi sia nell'agricoltura che nei commerci. Nell'mwaxwEuropa settentrionale iniziarono a diffondersi la mwax0rotazione triennale e l'uso dell'mwax4aratro pesante, che consentirono aumenti delle rese agricole e, con ciò, la disponibilità di maggiori eccedenze da dedicare al commercio. Lo sviluppo del commercio favorì, a sua volta, la nascita e la crescente importanza delle mwax8città.
In mwayeItalia le città acquisirono importanza tale da costituirsi in mwayicomuni (trasformatisi poi in mwaymsignorie) e, in qualche caso, in mwayqrepubbliche marinare. Tra le città italiane più importanti si possono ricordare:
• mwaycVenezia, che aveva acquistato, con la diplomazia e con la guerra, il dominio di quei pochi territori dell'entroterra necessari ai traffici e utili per l'incremento delle entrate governative, ma curava soprattutto l'espansione commerciale via mare;
• mwaykMilano, che curava soprattutto l'agricoltura e l'allevamento del bestiame, le lavorazioni artigianali dei metalli e dei tessuti (sotto gli mwayoSforza si svilupparono la coltivazione del mwaysgelso e la lavorazione della mwaywseta) e il commercio interno, grazie anche ad una rete di canali che penetravano dentro la città; perseguì quindi l'espansione territoriale, ottenendo sotto i mway0Visconti il controllo di buona parte dell'mway4Italia centrosettentrionale;
• mwazaFirenze, che sviluppò notevolmente, fin dal mwazeXII secolo, sia l'artigianato che il commercio internazionale, tanto da essere definita la mwaziWall Street del medioevo. I traffici internazionali si giovavano della mwazmvalle dell'Arno e della mwazqVia Francigena che, collegando mwazuRoma e mwazyCanterbury, costituiva una delle più importanti vie di comunicazione europee in epoca medioevale. I mercanti fiorentini si inserirono presto nel circuito degli scambi europei: importavano l'mwazcallume dal mwazgLevante e panni semilavorati dalle mwazkFiandre e dalla mwazoFrancia; raffinavano quindi i tessuti ottenendone preziose stoffe che esportavano con notevoli guadagni. L'esigenza di mezzi di pagamento idonei al commercio internazionale favorì, a sua volta, una forte crescita del mwazssistema bancario (i mwazwMedici erano banchieri). Nel corso del XV secolo Firenze da sola aveva un reddito superiore a quello dell'intera Inghilterra, grazie alle industrie e alle grandi banche fiorentine, circa ottanta tra sedi e filiali, queste ultime sparse in buona parte d'Europa.
Nel resto d'mwaz4Europa si formarono invece fin dal mwaz8XIII secolo i primi mwaaaStati nazionali, che furono poi i protagonisti dell'età moderna.
Età moderna
L'mwaaketà moderna è caratterizzata, in estrema sintesi, dall'espansione territoriale nelle regioni rese accessibili dalle mwaaoscoperte geografiche, dallo sviluppo del commercio marittimo internazionale, dalla progressiva affermazione degli mwaasStati nazionali come mwaawStati assoluti, dall'affermazione di una aristocrazia fondiaria e di un ceto mwaa0borghese dedito al commercio e alla finanza.
L'mwaa8Impero portoghese privilegiò la ricerca di rotte per raggiungere l'mwabaIndia, da cui provenivano le spezie importate in Europa, con l'obiettivo commerciale di scavalcare l'intermediazione araba e il monopolio commerciale di mwabeVenezia. L'mwabiImpero spagnolo preferì invece la conquista territoriale e lo sfruttamento agricolo e minerario dell'mwabmAmerica meridionale.
L'mwabuInghilterra e i mwabyPaesi Bassi riuscirono poi a conquistare gradualmente le basi portoghesi dal mwabcCapo di Buona Speranza all'mwabgOceano pacifico, affermandosi a loro volta come potenze commerciali. Nel mwabkXVII secolo, mwaboAmsterdam divenne il porto più importante del mondo e un centro di finanza internazionale. Successivamente, le guerre contro l'mwabsInghilterra e la mwabwFrancia indebolirono i mwab0Paesi Bassi a favore dell'mwab4Inghilterra. Qui la mwab8Gloriosa rivoluzione portò ad una forma di mwacamonarchia costituzionale basata sull'equilibrio tra il sovrano, i proprietari terrieri e la borghesia, nella quale venivano disciplinati i modi di finanziamento dello Stato sia attraverso i tributi (che dovevano essere approvati dal Parlamento), sia attraverso il mwacedebito pubblico (la mwaciBanca d'Inghilterra, una delle prime mwacmbanche centrali, venne fondata nel mwacq1694).
I mwacyPaesi Bassi, poi imitati dall'mwaccInghilterra, furono anche la culla della mwacgprima rivoluzione agricola. Nei Paesi Bassi l'agricoltura veniva finalizzata prevalentemente alle esigenze del commercio (lino per le tele, coloranti per il panno, ecc.), mentre l'mwackInghilterra dette grande impulso alla coltivazione dei cereali, all'allevamento del bestiame e alla produzione della lana e della seta.
Età contemporanea
L'mwadeetà contemporanea inizia, da un punto di vista economico, con la mwadirivoluzione industriale: un processo di evoluzione che da un'economia mwadmagricola-mwadqartigianale-mwaducommerciale portò ad un'economia mwadyindustriale moderna, caratterizzata dall'uso generalizzato di mwadcmacchine azionate da mwadgenergia meccanica e dall'utilizzo di nuove mwadkfonti energetiche inanimate (in primo luogo i mwadocombustibili fossili).
Ne sono seguiti il progressivo declino dell'mwadwagricoltura (il numero degli occupati nel settore agricolo, iniziò a diminuire costantemente dopo la mwad0Grande depressione del mwad41873-mwad81895, detta mwaeaLong Depression) e, con esso, quello dell'mwaeearistocrazia, la crescente importanza della mwaeiborghesia produttiva, lo sviluppo sostenuto delle città, l'estensione della produzione per il mwaemmercato e la tendenziale scomparsa di quella per l'autoconsumo, la nascita di un mwaeqmercato del lavoro.
Attraverso grandi momenti di crisi economica (la mwaeyLong Depression e il mwaeccrollo di Wall Street del mwaeg1929) e politica (la mwaekprima guerra mondiale, la mwaeoRivoluzione russa, la mwaesRepubblica di Weimar), si sono affermati nel mwaewXX secolo tre diversi sistemi economici:
• l'mwae8economia di mercato: è basata sull'interazione degli operatori economici privati, con un ruolo limitato dello mwafaStato (ordine pubblico, difesa, giustizia, istruzione, costruzione di mwafeinfrastrutture);
• l'mwafmeconomia pianificata: in essa la gestione delle dinamiche del sistema economico compete allo mwafqStato, che elabora piani di breve-media durata che stabiliscono gli obiettivi e regolano conseguentemente l'impiego delle risorse;
• l'mwafyeconomia mista: accanto all'interazione degli operatori privati, lo mwafcStato mwafginterviene direttamente nel funzionamento del sistema economico, a sostegno della mwafkproduzione e dell'mwafooccupazione, utilizzando la mwafsspesa pubblica e avvalendosi di politiche mwafwfiscali e mwaf0monetarie.
Nelle economie moderne il motore della mwaf8crescita economica spesso è stato rappresentato dall'mwagainnovazione tecnologica: questa componente è stata infatti in grado di generare un effetto a catena/valanga sulle altre variabili mwagemacroeconomiche con conseguenziale aumento dei mwagiconsumi, della produttività (mwagmPIL) e dell'mwagqoccupazione. Fondamentale per la creazione di innovazione sotto forma di mwaguricerca e sviluppo è ed è stato anche l'accesso al mwagycredito degli mwagcistituti di credito da parte delle imprese per la promozione dei loro mwagginvestimenti, cioè l'interazione forte tra i sottosistemi di produzione e consumo e il sistema creditizio-finanziario all'interno del sistema economico stesso.
Sistemi economici ideati e mai pienamente realizzati
Aspetti economici possono ravvisarsi in molte mwagsutopie. Nel XX secolo vi sono stati, peraltro, sistemi economici "ideali" che sono stati assunti come obiettivo da mwagwpartiti politici. Il mwag0comunismo, caratterizzato dall'abolizione della proprietà privata (ma non della proprietà personale), dalla proprietà collettiva dei mwag4mezzi di produzione e ispirato al motto "da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo le sue necessità";
Oltre questi sistemi economici ne esiste un altro, diverso da essi perché apolitico: è il mwahaVenus Project, ideato da mwaheJacque Fresco, basato sull'abbondanza delle risorse attraverso l'utilizzo della mwahitecnologia odierna.
Un altro sistema economico apolitico è quello fondato sul mwahqmodello di Ayres-Warr (alla base dell'mwahueconomia verde), simile alla teoria "dell'astronave" ove la terra è considerata un mwahysistema chiuso, come una grande nave, la cui somma delle risorse non è infinita e in cui occorre quindi fare attenzione al rapporto tra lo sfruttamento delle risorse del territorio e le esigenze dell'umanità. In questo modello, il concetto di mwahcsaldo entropico viene escluso dalle convenzionali mwahgesternalità negative dell'mwahkeconomia neoclassica. Questo approccio si discosta dalle teorie economiche tradizionali che sono largamente basate sui principi della mwahofisica newtoniana, poiché considera le dinamiche economiche in termini di flussi di energia e di materiale, riconoscendo limiti fisici al consumo e alla trasformazione delle risorse cite-ref-10[10]. Altro sistema è invece quello di mwah8Cooperacy. URL consultato l'8 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2018)., che si basa sul fatto che la mwaialegge di potenza (o mwaiePrincipio di Pareto) presente nell'economia attuale, non può cambiare senza una trasformazione del sistema in un'mwaiieconomia circolare e redistributiva.
Studio dei sistemi economici
L'mwaisEconomia politica studia i sistemi economici per individuarne le leggi di funzionamento.cite-ref-11[11] L'mwajaeconomia politica in senso moderno nasce quando si afferma la separazione tra etica e politica e ci si pone espressamente il problema della potenza economica degli mwajeStati. Per lungo tempo tale disciplina si è occupata prevalentemente di sistemi economici nazionali;cite-ref-12[12] i suoi concetti e metodi si sono tuttavia progressivamente estesi allo studio sia di sistemi sociali di ogni genere (mwajyeconomia aziendale), sia di singoli settori economici (mwajceconomia agraria, mwajgeconomia industriale ecc.).
La mwajoStatistica economica ha invece come obiettivo la misurazione degli aspetti quantitativi di un'economia, dalla misura di grandezze semplici e di loro aggregati, all'analisi della dinamica e alle previsioni economiche, alla stima e alla verifica di modelli di comportamenti economici. Ad esempio, lo stato di un'economia nazionale viene rilevato mediante la mwajscontabilità economica nazionale (in mwajwEuropa si usa il sistema di conti detto mwaj0Sec95).
La mwaj8Storia economica tenta di ricostruire il funzionamento di sistemi economici del passato, avvalendosi sia dei concetti dell'mwakaeconomia politica che dei metodi della mwakestatistica economica.
A partire dalla conoscenza o analisi del sistema economico è possibile agire sul sistema economico stesso con misure o interventi di mwakmpolitica economica mirati a stimolarne la stabilità o la mwakqcrescita economica.
La mwakyFilosofia dell'economia è una branca della mwakcfilosofia che studia le questioni relative all'economia o, in alternativa, il settore dell'economia che si occupa delle proprie fondamenta e del proprio mwakgstatus di scienza umanacite-ref-13[13].
L’mwak4Economia antropologica è un criterio di analisi dei sistemi economici, siano essi pubblici o privati. Essa analizza e modifica i processi economici usando il linguaggio dell’economia a favore della prospettiva antropologica.cite-ref-14[14]
Note
cite-note-22. ↑ «mwamqEconomics is the science which studies human behaviour as a relationship between ends and scarce means which have alternative uses»; la definizione, del mwamu1932, è tratta da mwamymwamcLionel Robbins, mwamgmwamkEssay on the Nature and Significance of Economic Science (mwamomwamsPDF), London, mwamwMacmillan, 1945, p.mwam0 16.
cite-note-33. ↑ Per l'mwaneeconomista e politico francese mwaniRaymond Barre:mwanm mwanu mwany(francese) mwang«La science économique est la science de l'administration des ressources rares. Elle étudie les formes que prend le comportement humain dans l'aménagement de ces ressources; elle analyse et explique les modalités selon lesquelles un individu ou une société affecte des moyens limités à la satisfaction de besoins nombreux et illimités.» mwank(italiano) «L'economia è la scienza della gestione delle risorse scarse. Essa prende in esame le forme assunte dal comportamento umano nella gestione di tali risorse; analizza e spiega le modalità secondo le quali un individuo o una società destinano mezzi limitati alla soddisfazione di esigenze molteplici ed illimitate.» mwans(Raymond Barre, mwanwEconomie politique, mwan0Presses universitaires de France, 1959)
cite-note-44. ↑ Per l'economista inglese mwaoeAlfred Marshall: «L'economia è uno studio del genere umano negli affari ordinari della vita» (in mwaoiPrincipi di Economia, 1890).
cite-note-55. ↑ I due significati differenti insiti nel concetto corrente di economia: “Formale”, connotato a concetti di ‘’scarsità’’ e ‘’massimizzazione’’, ad esempio ‘’fare economia’’ di qualcosa ovvero risparmiare su una risorsa scarsa; altro esempio <<ottenere il massimo dai propri mezzi>>. “Sostanziale”, si riferisce al processo di interazione con la natura e le persone dal quale dipende la sussistenza dell’uomo, come ad esempio l’economia domestica o di uno Stato. vedi mwaoyCarl Menger, ‘’Principi di economia politica’’, edizione postuma 1923, 1976, Utet, Torino. in mwaocKarl Polanyi, mwaogLa sussistenza dell’uomo. Il ruolo dell’economia nelle società antiche, cap. 2 mwaokI due significati di economico, 1983, Einaudi, Torino, ISBN 88 06 055 82 8
cite-note-66. ↑ Emily A. Schultz e Robert H. Lavenda, mwao4Antropologia culturale, 2021, IV edizione, pag. 235, Zanichelli, ISBN 978 88 08 62032 3
cite-note-77. ↑ La classificazione e le definizioni che seguono sono quelle usate in ambito internazionale (secondo gli standard SNA delle mwapmNazioni Unite e mwapqSEC, da esso derivato, dell'mwapuUnione europea) per l'analisi della struttura complessiva di un sistema economico, di suoi aspetti specifici (ruolo dello Stato, sottosistemi regionali ecc.), della sua evoluzione nel tempo, delle relazioni con altri sistemi economici; in particolare, sono tratte da: mwapymwapcmwapg(mwapkmwapoENmwaps) Eurostat, mwapwmwap0mwap4European system of accounts ESA 1995 mwap8(archiviato dall'mwaqaurl originale il 31 maggio 2010).; mwaqeISTAT, mwaqiI conti degli italiani, Bologna, Il Mulino, 2001.
cite-note-88. ↑ mwaqy(mwaqcmwaqgEN) mwaqkmwaqoSettori economici ESCAP, su mwaqsunescap.org. mwaqwURL consultato il 23 ottobre 2008 mwaq0(archiviato dall'mwaq4url originale il 1º novembre 2008).
cite-note-99. ↑ mwarimwarmmwarqSparta: ordinamento e costituzione, su mwaruWeSchool. mwaryURL consultato il 9 maggio 2024.
cite-note-1010. ↑ mwaromwarsmwarwUseful work and information as drivers of economic growth, su mwar0sciencedirect.com.
cite-note-1212. ↑ Cfr. il mwaskMercantilismo, l'mwasomwassIndagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni di mwaswAdam Smith, il mwas0Sistema nazionale di economia politica di mwas4Friedrich List ecc.
cite-note-1313. ↑ mwatiD. Wade Hands, mwatmphilosophy and economics, in mwatqThe New Palgrave Dictionary of Economics, 2ªmwaty ed., 2008.
cite-note-1414. ↑ mwato(mwatsmwatwEN) Alberto Di Martino e Giuseppe Fischetti, mwat0Anthropological Economics, a cura di A. Di Martino, G. Fischetti, EPD Edizioni, 2021.
Bibliografia
• mwauePierluigi Ciocca, Il tempo dell'economia. Strutture, fatti, interpreti del Novecento, Bollati Boringhieri, 2004, ISBN 978-88-339-1559-3.
• mwaumSidney Pollard, L'economia internazionale dal 1945 ad oggi, Editori Laterza, 1999, ISBN 88-420-5791-6.
• mwaucFrancis Oppenheim, La scuola del profitto, Garzanti, 1970.
• mwaukGeorge Akerlof, mwauoRobert Shiller, mwausCi prendono per fessi. L'economia della manipolazione e dell'inganno, 2016, Mondadori, Milano.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-iteconomia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italiana-2000Claudio Sardoni, Economia, in Enciclopedia Italiana, VI Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000.
• citerefenciclopedia-italiana-2006Claudio Sardoni, Economia, in Enciclopedia Italiana, VII Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006.
• citerefsapere-iteconomìa, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-canadese(EN, FR) Economia, su Enciclopedia canadese.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Economia, su Open Library, Internet Archive.